Perchè è nato questo blog

Perchè è nato questo blog: Da qualche tempo va diffondendosi la bizzarra teoria secondo la quale la Terra non sarebbe uno sferoide in rotazione su se stesso ed orbitante attorno al sole, bensì un disco piatto ed immobile, coperto da una cupola di materiale ignoto. Il centro di questo disco sarebbe occupato dall'artico, mentre l'antartico rappresenterebbe uno smisurato anello di ghiaccio che ha la funzione di contenere le acque degli oceani.

Coloro che credono in questa teoria, i flat-earthers, sostengono che l'intera popolazione mondiale sia da sempre indottrinata da una elìte imperante che ci manipola attraverso le scuole, i mass media e, in special modo, la NASA che avrebbe il ruolo chiave di produrre finte missioni spaziali e finte immagini dello spazio. La Terra sferica sarebbe un inganno propinatoci fin da piccoli per non consentirci di conoscere la verità. Per corroborare il loro credo e per fare proseliti, da qualche tempo i flat-earthers stanno inondando internet di materiale multimediale che proverebbe, secondo quanto sostengono, la Terra piatta. Nonostante queste presunte prove siano campate in aria, riescono comunque a confondere ed a fare presa su molte persone che, per le ragioni più disparate, non sono equipaggiate con sufficienti conoscienze logico-matematiche utili a smascherare la truffa.
Sono convinto che nel movimento dei flat-earthers ci siano molte persone genuinamente convinte che la Terra sia piatta, ma risulta abbastanza evindente che a capo di questa faccenda ci sia qualcuno che ci sta lucrando.

Ho deciso di aprire questo blog con lo scopo di fornire, a chiunque fosse interessato, gli strumenti per comprendere la realtà che ci circonda in maniera comprensibile e, allo stesso tempo, matematicamente rigorosa. Per far questo, vi presenterò le prove addotte dai flat-earthers e le confuterò una per una.

Chiunque voglia farlo, può lasciare un commento richiedendo chiarimenti su qualsiasi questione avanzata dai flatearthers.

Sulla nostra pagina Facebook LA TERRA E' UNA PALLA CHE GIRA da giovedì 20 ottobre è iniziato l'appuntamento settimanale "RISPONDI AD ERIC DUBAY" durante il quale ci confronteremo con la validità e le contraddizioni dei 200 punti sollevati dal noto complottista.

Siete invitati tutti a partecipare, qualsiasi opinione voi abbiate al riguardo e di qualsiasi nazionalità voi siate. Non ci spaventiamo se scriverete nella vostra lingua nativa. La pagina facebook è sicuramente un ottimo luogo dove confrontarsi, ovviamente in maniera educata e civile.

NOVITA'!:
In alto, abbiamo aggiunto una nuova pagina in cui troverete diversi video di particolare rilevanza. Non esitate a segnalarcene degli altri. ENJOY!

sabato 5 agosto 2017

Eclissi solare e velocità dell'ombra lunare






Penso di aver perso il conto dei video in cui i flatearther hanno sentenziato la fine del modello eliocentrico e del globo terrestre, tutti regolarmente privi di qualsiasi contenuto che fosse minimamente in grado di dimostrare quanto scritto a caratteri cubitali nei loro titoli.

La storia si ripete sempre uguale: nel microcosmo terrapiattista, qualche fanta-ricercatore produce un video in cui ha individuato la prova regina che qualcosa non va (a scelta) nei video della NASA, nella gravità, nella rotazione terrestre, nel come il sole illumina la Terra, e l'intero "popolo terrapiattista" va in fibrillazione, traducendo, commentando, ripubblicando, producendo contributi personali, pensando di avere finalmente per le mani la pistola fumante, il chiodo per sigillare definitivamente la bara eliocentrista.  

Ma, come sempre accade, i materiali proposti portano alla luce sempre e solo due evidenze: 
- i terrapiattisti non capiscono i fenomeni che maneggiano
- i terrapiattisti riescono a dimostrare il modello eliocentrico meglio di qualsiasi debunker della terra piatta.

Oggi vi voglio parlare dell'ultima prova, presunta, dell'inganno terrasferista che riguarda l'eclissi solare prevista per il 21 agosto 2017 e che attraverserà gli Stati Uniti.

Secondo i flatearther le simulazioni dell'eclissi solare proposte in rete da siti come timeanddate.com dimostrerebbero come il sistema eliocentrico non può funzionare. Quindi il modello eliocentrico è una invenzione.
Però, a nessun terrapiattista viene in mente che, la semplice possibilità di sapere quando ci sarà una eclissi, rappresenta già una sufficiente dimostrazione della validità del modello eliocentrico.

Le questioni rilevanti presentate per sostenere questa nuova accusa sono principalmente due: 

- viene contestato il modo in cui il sole proietta l'ombra della luna sulla Terra e la sua grandezza

- viene contestato il fatto che l'ombra della luna possa muoversi sulla superficie del globo terrestre più veloce del globo stesso in rotazione.

Analizziamo questi punti  e capiamo perchè sono assolutamente errati.

Vediamo come il sole emette la sua luce e proietta l'ombra della luna, partendo da una domanda tratta dal video Terra Piatta: L'eclisse che uccide il globo (AGGIORNATO) Elafaki:


Ma, insomma, come funzionano questi raggi solari? Sono convergenti o sono divergenti?
La risposta è che sono entrambe le cose, perchè nessuno degli schemi rappresentati nel video spiegano per intero come funziona l'irraggiamento solare.

Partiamo con il capire una cosa essenziale: il sole è una luminaria immensamente grande, ma diffonde la luce in maniera del tutto simile ad un qualsiasi altro corpo luminoso.

Il sole è un oggetto fisico con una superficie illuminante e, da ciascun punto di questa superficie, emette fotoni in tutte le direzioni.
  
Nell'immagine seguente potete vedere il modello di irradiazione luminosa di un singolo punto della superficie di un corpo luminoso. Le frecce sono rappresentative delle infinite direzioni in cui si propaga la luce del singolo punto luminoso.


Capite da voi che, se volessi rappresentare in contemporanea la propagazione luminosa di tutti i punti della superficie, nel complesso, non può in nessun modo venir fuori una condizione di sola divergenza o di sola convergenza dei raggi luminosi:  Si crea una fitta rete di raggi che, partendo da punti diversi della superficie, si propagano nello spazio convergendo e divergendo tra di loro.


Aggiungo una cosa importante: 
Se la luce non si propagasse in questa maniera, noi non riusciremmo a vedere proprio nulla. Per vedere un oggetto, occorre che ogni punto di un oggetto emani o rifletta della luce in direzione del nostro occhio, ovunque esso sia.

Entrambi i punti di vista vedono la scatola ed i suoi dettagli. Ciò vuol dire che ogni punto della scatola sta mandando informazioni luminose verso entrambi i punti di vista .

Affinchè un oggetto possa essere visto in tutte le direzioni, i punti della sua superficie devono emettere o riflettere luce in tutte le direzioni. 


Ma, allora, perchè utilizziamo immagini come questa?

 

Perchè ci interessa evidenziare solo l'ingombro del flusso di luce solare intercettato dalla luna che determina l'ombra sulla superficie terrestre.

Questa immagine non ci sta dicendo affatto che la luce del sole converge in maniera esclusiva. (Ricordiamo che l'immagine è assolutamente fuori scala. Serve solo a dimostrare il fenomeno)

Ogni punto della superficie solare continua ad irradiare luce in tutte le direzioni, ma non tutta questa informazione luminosa genera il cono d'ombra per l'eclissi.

Un modo di comprendere meglio il fenomeno è quello di simularlo con un sofware di modellazione 3d in grado di riprodurre correttamente la luce. In questo caso, ho inserito nella scena di un software 3D tre elementi, un oggetto sfera, uno schermo di raccolta dell'ombra della sfera, ed una fonte luminosa sferica decisamente più grande, posta a debita distanza.

Come potete vedere, il risultato è esattamente quello atteso: l'ombra non è omogenea e presenta un nucleo centrale più scuro dovuto alla copertura totale della luce da parte della sfera. Ovvero, ombra e penombra.



Vediamo, adesso, cos'è che fa dire, erroneamente, ai flatearther che la velocità dell'ombra della luna durante l'eclissi è sbagliata.

L'idea proviene da una osservazione confusa: 

Se la Terra impiega un giorno per fare una rotazione completa sul suo asse e la Luna, invece, ne impiega 27,32 per orbitare attorno alla Terra, com'è possibile che l'ombra della luna nelle varie simulazioni si muove da ovest verso est, ovvero più velocemente della rotazione terrestre stessa?

Simulazione dell'eclissi tratta da un video FE




Simulazione fatta da timeanddate.com


Sembrerebbe sensato.

Abbiamo un rapporto di 1 a 27. La Luna  impiega 27 volte il tempo necessario per una rotazione completa della Terra sul proprio asse. Quindi la sua ombra non può essere più veloce della superficie terrestre in rotazione!

Missione compiuta. 

Il colpo definitivo allo scientismo eliocentrico è stato assestato!!

!!!!!!!
!!!!!!!!!!!!
!!!  !!!!  !!!
!!!!!!!!!!!
!!!!!!!
!!!!!!!

Ma nemmeno per idea.

Vediamo cosa c'è che non va in questo ragionamento.

Innanzitutto, lo spezzone estratto dal video FE qui sopra è fuorviante, per usare un eufemismo.
Probabilmente, la simulazione rispetta il periodo orbitale della Luna e quello di rotazione sul suo asse della Terra, ma la distanza Terra-Luna è totalmente sbagliata e questo influisce in maniera decisiva sulla velocità di orbitazione della luna.

Nella sequenza vediamo che la luna dista a malapena due diametri lunari dalla Terra. In realtà, la distanza della luna dalla Terra è 50 volte maggiore.




Perchè questa distanza è così importante?
Perchè, a parità di periodo orbitale, la velocità tangenziale aumenta all'aumentare del raggio orbitale, dal momento che l'oggetto orbitante deve percorrere più strada per chiudere il ciclo.

Potete comprendere questa proprietà fisico/geometrica guardando la sequenza seguente.




Se diversi punti orbitano con lo stesso periodo attorno ad un centro, la loro velocità tangenziale aumenterà in funzione della loro distanza dal centro.

Iniziamo a mettere giù qualche numero.

E' pur vero che la luna compie 27,32 giorni per orbitare attorno alla Terra, ma il tragitto che deve fare è di 2.413.402 km.

La lunghezza dell'equatore terrestre è di 40.075 km. Questa è la distanza che un punto sull'equatore compie in un giro completo. 

Mentre, un punto sull'equatore deve viaggiare 40.075 km in una rotazione completa attorno all'asse, la luna deve percorrerne 2.413.402 km per un'orbita completa attorno alla Terra. 

2.413.402 / 40.075 = 60 

La strada che fa la Luna per ruotare attorno alla Terra è 60 volte più lunga di quella compiuta da un punto sull'equatore in una una rotazione terrestre completa.

Sappiamo che la Terra ha una velocità di rotazione, all'equatore, di 1668 km/h
Basta verificarlo facendo un semplice calcolo:



vequatore = [angolo giro in radianti]/periodo[ore]*RTerra[km]=  
vequatore = 6,28/24*6372 = 1668 km/h

Quant'è la velocità media tangenziale della Luna lungo la sua orbita?

Stessa formula, dati diversi.

vluna = [angolo giro in radianti]/periodo[ore]*DTerra-Luna[km] =
vluna = 6,28/655,68*384.400 = 3682 km/h (velocità media)

Quindi, la velocità tangenziale della Luna è pari a più del doppio della velocità tangenziale all'equatore terrestre.

Ok, ho tirato fuori parecchi numeri e qualcuno potrebbe ancora non aver capito bene come questi calcoli possano smentire la tesi terrapiattista.

Proviamo, allora a simulare graficamente l'evento, semplificandolo il più possibile per una maggiore comprensione:

Ho riprodotto il sistema Sole-Terra-Luna su Geogebra, riportando in scala le grandezze, le distanze e le velocità corrette. (Quello che i terrapiattisti si rifiutano categoricamente di fare)

Il modello è bidimensionale, e trascura tutte le caratteristiche del sistema che non risultano indispensabili (inclinazione sull'eclittica della luna, inclinazione dell'asse terrestre, ecc.).

- Sulla sinistra troviamo un cerchio rappresentativo della Terra, sul cui bordo si muove un punto che sta ad indicare la velocità di rotazione terrestre.

- Sulla destra, invece, troviamo un cerchio, leggermente più piccolo, rappresentante la Luna, anch'essa con dimensione e distanza in scala, che si muove sull'orbita in scala attorno alla Terra.
La retta che attraversa la luna e si muove con essa, indica la direzione in cui si trova il sole ed individua il centro del cono d'ombra lunare sulla circonferenza della Terra.

Nel momento in cui questa linea tocca la circonferenza terrestre, appare un punto rappresentativo del movimento della proiezione lunare sulla Terra.

Potete vedere che il puntino dell'ombra viaggia molto più velocemente del puntino sul bordo terrestre, scavalcandolo.
Potete anche notare che, mentre la Luna ha compiuto una frazione minima del suo percorso orbitale attorno alla Terra, quest'ultima ha già compiuto un giro.

Simulazione semplificata bidimensionale in Geogebra del passaggio dell'ombra lunare sulla superficie terrestre durante un'eclissi di sole

Dettaglio della simulazione

Capite perchè non si può essere approssimativi su questioni come queste se si vuole comprenderne la fenomenologia? Se saltano uno o più parametri, l'esito non può che essere sbagliato, ma non a causa del modello, ma dell'imperizia e faciloneria di chi tenta di smontarlo.

Spero di essere stato sufficientemente esaustivo sulla questione.
Se ci saranno richieste di ulteriori chiarimenti, provvederò a fornirveli aggiungendoli all'articolo.

Anche per questa volta è tutto.
Alla prossima.












venerdì 7 luglio 2017

La curvatura terrestre ed il lago Pontchartrain


In questo articolo vi parlerò di una delle tante prove inequivocabili sull'esistenza della curvatura e che i flatearther si affannano, con miserrimi risultati, a confutare.

Questa volta andiamo negli Stati Uniti, sul lago Pontchartrain (il secondo lago salato più grande degli USA), che si trova nella parte sud-est dello stato della Louisiana e sul quale, a sud, si attesta la città di New Orleans, formatosi circa 3.000-4.000 anni fa tramite depositi alluvionali nel delta del fiume Mississippi. 

Questo lago è famoso soprattutto perchè, tra gli anni '50 e '70, su di esso venne realizzato il Lake Pontchartrain Causeway, costituito da due ponti paralleli a travata  in cemento armato che lo attraversavano da nord a sud ottenendo, grazie alla loro lunghezza di 38,5 km, la seconda posizione nel Guinnes Mondiale dei primati.

Immagine satellitare (Landsat) del lago Pontchartrain e della città di New Orleans, in Louisiana.
Quello che a noi interessa di questo lago, però, è un'altro elemento caratteristico: 

La linea elettrica sul lago Pontchairtrain.

 

Questa linea elettrica ha delle caratteristiche ideali per verificare l'esistenza della curvatura terrestre, vediamo perchè:

- la linea si estende per una distanza di circa 26 km, ragionevolmente lunga per poter apprezzare l'incurvamento  della superficie terrestre

- l'allineamento dei tralicci è estremamente preciso. Potete voi stessi utilizzare google earth e localizzare tralicci, verificando il loro incredibile allineamento.

- i tralicci costituiscono degli elementi ottici di riferimento eccezionali, essendo visibili anche a distanze ragguardevoli, soprattutto attraverso dispositivi provvisti di zoom.

 La cosa ci interessa in particolar modo perchè esistono diverse foto scattate a questa linea elettrica immortalando l'allineamento che si estende oltre la linea d'orizzonte.




Questa condizione, ricorda molto l'immagine, spesso utilizzata dai flatearther quando parlano della prospettiva, del binario ferroviario fiancheggiato da una fila di pali che vanno in fuga. 

L'immagine seguente:

Benissimo

Quindi: In PROSPETTIVA, PER TUTTI GLI OGGETTI CHE SI TROVANO SU DI UN PIANO ed hanno degli allineamenti paralleli, possono essere tracciate delle linee rette che ne rappresentano gli allineamenti, LINEE DI FUGA, e che convergono verso il medesimo punto, PUNTO DI FUGA, che si trova sulla linea d'orizzonte.

Vediamo se questa proprietà della prospettiva viene rispettata dalle foto scattate ai tralicci sul lago Pontchartrain: 


E' del tutto evidente che la linea elettrica sul lago Pontchairtrain non rispetta la regola della prospettiva pocanzi enunciata e la ragione è molto semplice:

La superficie d'acqua del lago Pontchairtrain 
NON E' PIATTA, 
ma bensì segue
LA CURVATURA TERRESTRE. 

Ma, anche senza andare a scomodare le regole della prospettiva, è del tutto evidente che i tralicci seguono un piano incurvato e vanno a scomparire in lontananza andandosi ad occultare dietro l'orizzonte, che non è altro che la linea del contorno della curva.

Solo qualche disonesto o con pesante dissonanza cognitiva può affermare il contrario.

Ma occupiamoci dei primi, perchè i flatearther disonesti sono veramente una brutta razza e bisogna sempre mettere in evidenza le loro nefandezze.

Prendiamo il video eclatante per disonestà del famigerato Dr. ZACK!!


https://youtu.be/PqFN-_xwyF8

In questo video, Dr. Zack prova inutilmente a smontare l'idea che la linea dei tralicci pieghi a causa della curvatura terrestre, "sbagliando" linea elettrica ed affidandosi ad una dimostrazione, forse ancor più fraudolenta, da parte della flatearther Karen B


La tesi presentata da Dr. Zack è che i tralicci non sono perfettamente allineati, ma deviano il loro percorso. Questa deviazione, abbinata alla prospettiva, causerebbe l'effetto riscontrato nelle foto. Quindi i tralicci non piegherebbero per via della curvatura terrestre.

In questo frammento, ad esempio, Dr. Zack ci fa vedere come una serie di mollette per i panni che non seguono una linea dritta, tenderanno ad avere un allineamento prospettico incurvato. 



MISTERO RISOLTO, QUINDI?
FENOMENTO SPIEGATO?

Eh no, proprio per niente.

Perchè il "dottore" va a prendere UN ALTRA LINEA DI TRALICCI, sempre sul lago Pontchairtrain, che non ha nulla a che vedere con quella effettivamente fotografata.


 Per capirci meglio, mettiamo le due linee a confronto:


Si sarà trattato di approssimazione, disattenzione? Una cosa è certa: se Dr. Zack avesse preso la LINEA ELETTRICA GIUSTA, non avrebbe avuto nulla da dire in un video di Debunking, dal momento che la LINEA ELETTRICA GIUSTA è perfettamente dritta.

Anche se, diciamocelo: la LINEA ELETTRICA SBAGLIATA non devia in maniera così pronunciata da poter causare gli effetti raccontati nel video.

La faccenda non si ferma qui.
L'immagine delle mollette non è del tutto convincente, dal momento che la curva non ha la concavità verso il basso come, invece, accade per l'allineamento nelle foto dei tralicci. E' chiaro che le mollette non tendono affatto a sparire alla distanza. Tutt'altro.

Dr. Zack, quindi, si affida alla dimostrazione della flatearther Karen B, che ha preparato su di un tavolo "piatto" un modellino per spiegare definitivamente il fenomeno.
"Sì, mi avete sentito: una dimostrazione. Quello che voi, ragazzi, non fate mai!"
Queste sono le parole di Dr. Zack per introdurre il pezzo di Karen B.
Leggiamo come Karen B introduce il suo esperimento:
"Sapendo, adesso, che la linea elettrica non è in linea retta, abbiamo deciso di fare un esperimento per illustrarlo. Quindi, abbiamo posizionato delle torrette in LEGO lungo una linea curva su di un tavolo PERFETTAMENTE PIATTO, come potete vedere qui..."
Quindi, vediamo questo tavolo PERFETTAMENTE PIATTO:
 

Prendetevi un pò di tempo per osservare questa sequenza

 Avete notato nulla di strano?

Se non vi siete accorti che qualcosa non corrisponde alla descrizione di Karen B, ve lo evidenzio io:




Riuscite a capire perchè Karen B mente? 

Non è affatto vero che il tavolo è perfettamente piatto, ma è composto da tre tavole con 3 pendenze diverse.
Adesso che ho evidenziato i punti dove il tavolo piega, riguardate la sequenza senza suggerimento.

Per capirci ancora meglio, vi faccio vedere com'è fatto, orientativamente, questo tavolo in sezione:
Come faccio a sostenere questo?
Ma è molto semplice. 

Si sostiene che il tavolo è perfettamente piatto e la telecamera lo osserva da sopra il piano. Ma, se fosse così, in nessun modo la telecamera potrebbe perdere la vista del bordo più lontano.

Inoltre, questo tavolo presenta chiaramente due pieghe che, verso la fine della sequenza, quasi si sovrappongono, evidenziando che il punto di vista della telecamera si è quasi allineato alla tavola centrale, tra la prima e la seconda piega. Eppure, la telecamera riesce perfettamente a vedere la parte tra la seconda piega ed il bordo più vicino all'osservatore. Ciò significa che la tavola centrale e quella verso lo spettatore, divise dalla seconda piega, hanno inclinazioni diverse.

Quindi, per tentare di smontare l'esistenza della curvatura, Karen B si inventa un esperimento nel quale utilizza un tavolo con tre piani a diversa inclinazione, che simulano in maniera rudimentale la curvatura terrestre.
Però non può dirlo e mente dicendo che il tavolo è perfettamente piatto, altrimenti non le riuscirebbe la dimostrazione.

Questa è gente che mente sapendo di mentire e sa perfettamente cosa sta facendo per ingannare lo spettatore sprovveduto. 

La cosa interessante è che, nonostante tutto questo impegno profuso ad arrampicarsi sugli specchi "sbagliando" e mentendo, ovvero imbrogliando le carte, i nostri non riescono comunque a dimostrare il loro punto.
Perchè, ammesso che tutto ciò che ci hanno raccontato sia giusto e verificato, l'allineamento non preciso dei tralicci comunque non dimostra quanto sostenuto, perchè i tralicci sono stati fotografati su entrambi i lati, mostrando il medesimo effetto, ovvero l'incurvamento della linea elettrica con conocavità verso il basso.

La concavità della testa dei tralicci è sempre rivolta verso il basso, indipendentemente da dove la fotocamera sta scattando la foto. Questo indica che l'effetto non dipende dal mancato allineamento dei tralicci.

Se fosse vero che l'effetto è causato da un allineamento curvo dei tralicci, non potremmo mai ottenere questo risultato. Otterremmo quello presentato da Karen B nella sua dimostrazione, che non corrisponde con quello osservato sul lago Pontchartrain.

La concavità della punta delle torri cambia se la ripresa è fatta da destra o da sinistra. La concavità dell'immagine di sinistra è verso l'alto, mentre quella dell'immagine di destra è rivolta verso il basso.

Ma torniamo per un attimo alla frase di Dr.Zack:
"Sì, mi avete sentito: una dimostrazione. Quello che voi, ragazzi, non fate mai!"

Ebbene, ci sono due Youtubers veramente ingamba, Biagio Furfaro e Fabrizio Fioralli, che si sono applicati realizzando delle dimostrazioni pratiche e facendo strame di questo video truffa:


Terra piatta, zero curvatura
Autore del video: Biagio Furfaro


Terra piatta o tavolo curvo?
Autore del video: Fabrizio Fioralli
 




Ripeto: i flatearther mentono sanno di mentire. Sanno perfettamente che i loro followers non si adopereranno mai nel fare una dimostrazione di verifica spinti da qualsivoglia ragionevole dubbio.

Con questo è davvero tutto. Ci vediamo al prossimo articolo.

domenica 2 luglio 2017

Luce riflessa sulla Terra piatta



Il sole che si riflette sul mare è uno spettacolo tanto comune quanto suggestivo, una scena che mette in risalto l'intimo rapporto che esiste tra il nostro pianeta e la stella che lo illumina.  

Sarebbe bello poterci limitare a questa osservazione dal sapore vagamente poetico e chiudere l'articolo qui ma, purtroppo, anche questo fenomeno naturale è diventato elemento di una pseudo-prova flatearther della piattezza terrestre e, quindi, ci tocca occuparcene in ben altri termini.

Secondo i sostenitori della terra piatta, la riflessione allungata del sole sul mare proverebbe che la Terra è piatta in maniera inconfutabile, dal momento che questo effetto non potrebbe mai prodursi sulla superficie sferica del globo terrestre.

Purtroppo, come sempre accade con le tesi terrapiattiste, mancano totalmente le basi minime di comprensione delle proporzioni in gioco e del fenomeno in atto.


Per evidenziare subito il problema che esiste con l'asserzione terrapiattista, possiamo dire che non stiamo parlando del riflesso del sole su una pallina colorata dell'albero di Natale.


La Terra è uno sferoide di 510 milioni di km quadrati di superficie e la contemplazione del riflesso del sole sul mare è una questione che riguarda una porzione relativamente irrisoria di questa superficie.

Per decidere se il fenomeno del riflesso allungato può o non può verificarsi sulla superfice incurvata del globo terrestre, occorre innanzitutto capire l'ordine di grandezza di ciò che stiamo osservando.

Partiamo con l'inquadrare la situazione: immaginiamo di vedere il sole al tramonto che si riflette sul mare osservandolo stando in piedi su bagnasciuga (ad esempio, l'immagine messa come copertina a questo articolo). Immaginiamo che il punto di osservazione relativo all'immagine sia a 2 metri s.l.m. (sia ben chiaro che, anche se prendiamo una quota più alta, il discorso non cambia).

Vediamo a che distanza percepiamo l'orizzonte? 

Usiamo il nostro Calcolatore Orizzonte inserendo 2 metri come altezza dell'osservatore (in questo caso, gli altri dati - distanza obiettivo ed altezza obiettivo - sono ininfluenti) e troveremo che la distanza dell'orizzonte percepito è a circa 5 chilometri (con il calcolatore possiamo verificare che, per un'altezza di 2 metri, abbiamo una distanza dell'orizzonte di 5,05 km):


Questo significa che il tratto di mare che si vede nella foto tra l'osservatore e l'orizzonte è ricompreso in una distanza di 5 km. Bene. Proviamo, adesso a riportare questa distanza sul globo terrestre.






Questo puntino, praticamente invisibile a questa distanza, rappresenta plasticamente quanto poco siamo in grado di vedere del globo sul quale ci troviamo.
L'incurvamento della superficie d'acqua che vediamo osservando il sole tramontare all'orizzonte da una costa marina non è apprezzabile ai nostri occhi. Con questa situazione dell'osservatore, possiamo solo dedurre la curvatura ragionando sul fatto che gli oggetti spariscono dietro l'orizzonte parzializzandosi.

Di questo ne abbiamo già parlato qui: ad esempio, quando vediamo le imbarcazioni sparire oltre l'orizzonte, non siamo in grado di percepire visivamente la curvatura terrestre se siamo a bassa quota, ma la deduciamo logicamente, conoscendo le regole della prospettiva. Dobbiamo necessariamente alzarci tantissimo di quota ed allargare il nostro raggio visuale per poter rendere la curvatura terrestre evidente ai nostri occhi.


Il fatto che la curvatura entro i 5 km sia impercettibile stando a 2 metri di quota, si può comprendere anche dall'altezza minima necessaria per poter vedere  per intero l'obiettivo per quella distanza, ovvero 1,96 metri.
Questa misura corrisponde al famoso "abbassamento" della curvatura terrestre mostrato nelle varie tabelle spesso usate dai terrapiattisti, come potete vedere in figura:


Cerchiamo di comprendere questo dato:

Dopo 5 km, la curvatura terrestre si è abbassata di soli 2 metri.

Se avete un minimo di dimistichezza con le proporzioni, capirete che, entro i 5 km, possiamo tranquillamente confondere la superficie incurvata terrestre con una piana, perchè l'abbassamento in proporzione è insignificante.

Ciò significa che l'effetto dell'allungamento del riflesso del sole non è suscettibile alla presenza o meno della curvatura, dal momento che la curvatura, entro i 5 km, è irrisoria.

Ma, allora, quale fenomeno ci consente di vedere il riflesso del sole sull'acqua allungato che, abbiamo capito, non dipende dalla curvatura terrestre?

In realtà, la risposta è abbastanza semplice:

L'allungamento del riflesso del sole si verifica quando l'acqua è increspata.

Se l'acqua non è increspata, si comporta similmente ad  uno specchio.  Se guardiamo delle foto con il riflesso, sia del sole che della luna su uno "specchio d'acqua", le loro immagini riflesse non sono affatto allungate.





Quando, invece, l'acqua è increspata, la superficie non si comporta più come uno specchio omogeneo, ma diffonde in maniera diffusa i raggi luminosi che arrivano dal sole.


Immaginate, in maniera estremamente semplificata, l'acqua increspata come uno specchio suddiviso in piccoli frammenti che riflettono i raggi luminosi in maniera caotica. 

Alcuni di questi frammenti, in virtù del loro orientamento, rifletteranno la luce verso il nostro occhio, che quindi percepirà il bagliore.









Penso che non sia necessario dilungarmi oltre sul fenomeno, essendo abbastanza banale.

Ovviamente tutto questo è assolutamente possibile sul globo terrestre.












martedì 25 aprile 2017

ISS e fantascienza




Guardando i video FE che si occupano di smentire l'esistenza della Stazione Spaziale Internazionale (o ISS), ci si può accorgere di quanto la produzione cinematografica, nello specifico quella fantascientifica, sia stata pesantemente fuorviante per la cultura di massa.

Gli errori marchiani nei film hollywoodiani e non, come ad esempio l'aggiunta di effetti sonori nel vuoto spaziale, non si contano. Nonostante tutto, la cinematografia scifi è quella che ha forgiato l'immaginario collettivo, facendo passare per plausibile anche ciò che non lo è.

Ad esempio, molta gente è convinta che le missioni Apollo sono finte perchè, per compiere gli allunaggi, le navette spaziali avrebbero dovuto usare motori di propulsione per tutto il tempo e quindi avrebbero dovuto imbarcare non si sa quanti galloni di carburante in più. Inoltre, le navette sarebbero dovute essere equipaggiate di computer super potenti per fare i calcoli del tragitto. 


In realtà, gli Apollo erano poco più che dei sassi scagliati nel vuoto cosmico che seguivano delle traiettorie calcolate a Terra da capacissimi matematici e grazie ai primi computer IBM che occupavano stanze intere. Le correzioni di rotta erano veramente minime.

In questo articolo, non voglio parlarvi delle innumerevoli convinzioni erronee acquisite dalla gente comune riguardo agli allunaggi, ma di come i flatearther utilizzino la finzione cinematografica spacciandola per vera con il tentativo di provare che l'ISS è un falso.
La domande che, in un suo video, un flatearther si pone sono:

Come mai, nei film di fantascienza, vediamo che l'uscita dalle navette spaziali è un momento cruciale e rischioso per gli astronauti, mentre quando vediamo uscire gli astronauti dall'ISS sembra tutto molto semplice e per nulla pericoloso?

Ma gli astronauti non vanno direttamente nello spazio uscendo dalla camera di decompressione che li dovrebbe letteralmente catapultare fuori dalla ISS?


Queste domande allusive mettono in evidenza sia la scarsa conoscenza, da parte di chi le pone, di quali accorgimenti siano stati adottati per ridurre al minimo qualsiasi rischio per l'astronauta che si appresta ad un'attività extraveicolare da parte degli ingegneri che hanno realizzato l'ISS, sia il fatto che la finzione fantascientifica venga considerata un termine di paragone come se fosse la prassi.
La spiccata contorsione logica è palese: da una parte si sostiene che i video dell'ISS fanno corpo unico con la produzione cinematografica fantascientifica hollywoodinana, dall'altra, ci si domanda come mai la realtà proposta dalla NASA non corrisponda alla finzione cinematografica.

Il problema fondamentale è che chi pone queste domande, come consuetudine terrapiattista, non approfondisce. Non è interessato a svelare la verità. I video sono un mero atto propagandistico. 
Le domande dei flatearther non sono altro che degli espedienti per indurre, chi guarda il video, a darsi la risposta sbagliata, ovvero che la ISS è finta. 

Visto che i terrapiattisti non approfondiscono, lo facciamo qui, noi, per loro e per voi.

Innanzitutto, cominciamo con il conoscrere il modulo attraverso il quale gli astronauti escono dall'ISS per le loro passeggiate spaziali: Il QUEST JOINT AIRLOCK. (Il termine AIRLOCK sta ad indicare la camera di pressurizzazione/depressurizzazione fondamentale per entrare ed uscire dall'ISS.)

Per chi non lo sapesse, la Stazione Spaziale Internazionale è stata costruita per moduli, portati in orbita ed assemblati uno alla volta.

L'immagine seguente mostra il modulo prima dell'aggancio alla Stazione Spaziale, avvenuta nel 2001. La foto permette di vedere il giunto attraverso il quale esso è collegato alla ISS.

In quest'altra immagine, invece, ho evidenziato la posizione del modulo rispetto all'ISS.


Ma com'è fatto il Quest Joint Airlock e perchè non funziona come si vede nei film di fantascienza?

Come avrete potuto intuire dalle immagini, il modulo è, per semplificare, composto da due cilindri contenenti due ambienti ben distinti: uno corto e largo, quello connesso direttamente alla Stazione Spaziale, l'altro stretto ed affusolato, dal quale escono gli astronauti per le attività extraveicolari. 

Il primo ambiente è la vera e propria camera di compressione/decompressione. Gli astronauti non vanno direttamente nello spazio uscendo da questa camera, ma passano prima per quella attigua dove si trova il portellone per uscire all'esterno, solo dopo aver subito la depressurizzazione.


Quindi, quando gli astronauti aprono il portellone per uscire, non possono in alcun modo essere spinti fuori da alcuna pressione, perchè sono stati già depressurizzati nella camera più interna. 

Il procedimento seguito per il rientro è invertito: Una volta rientrati nella prima stanza, gli astronauti passano in quella più interna dove vengono ripressurizzati per poter, quindi, rientrare nella Stazione Spaziale.

Se ci pensate, è un procedimento cautelativo del tutto sensato e che previene qualsiasi tipo di rischio causato da un possibile danneggiamento alla tenuta della camera di compressione/decompressione. 

Veniamo ad un altro aspetto che ha mandato in fibrillazione più di un flatearther: 
Il famigerato portellone pieghevole.


Questa dovrebbe essere una delle prove definitive che la ISS è una scatola di latta realizzata per delle riprese cinematografiche. "The final nail in the NASA's coffin", il chiodo finale nella bara della NASA, come usano ripetere i flatearther.

Un portellone così non potrebbe mai trattenere la pressione interna della Stazione Spaziale.
E, difatti, quel portellone non trattiene alcuna pressione, perchè quello non è un portellone.

Si tratta di una cover termica che serve a coprire l'uscita dal modulo durante le attività extraveicolari, proteggendola da particelle ionizzate.

Il portellone per uscire dalla Stazione Spaziale si apre verso l'interno, non verso l'esterno, ed è ben visibile in molte immagini di dettaglio, come questa:


Oltre a vedersi chiaramente nelle foto scattate dall'interno del modulo:


Nel seguente video, è possibile seguire l'intera copertura di una spedizione extraveicolare con tutte le fasi a partire dalla preparazione degli astronauti.




Come avrete capito, anche in questo caso, le allegazioni terrapiattiste sono totalmente infondate.

Il fatto che la ISS sia fasulla è un dogma del culto terrapiattista, a prescindere dalle prove che ne testimoniano l'autenticità.