Perchè è nato questo blog

Perchè è nato questo blog: Da qualche tempo va diffondendosi la bizzarra teoria secondo la quale la Terra non sarebbe uno sferoide in rotazione su se stesso ed orbitante attorno al sole, bensì un disco piatto ed immobile, coperto da una cupola di materiale ignoto. Il centro di questo disco sarebbe occupato dall'artico, mentre l'antartico rappresenterebbe uno smisurato anello di ghiaccio che ha la funzione di contenere le acque degli oceani.

Coloro che credono in questa teoria, i flat-earthers, sostengono che l'intera popolazione mondiale sia da sempre indottrinata da una elìte imperante che ci manipola attraverso le scuole, i mass media e, in special modo, la NASA che avrebbe il ruolo chiave di produrre finte missioni spaziali e finte immagini dello spazio. La Terra sferica sarebbe un inganno propinatoci fin da piccoli per non consentirci di conoscere la verità. Per corroborare il loro credo e per fare proseliti, da qualche tempo i flat-earthers stanno inondando internet di materiale multimediale che proverebbe, secondo quanto sostengono, la Terra piatta. Nonostante queste presunte prove siano campate in aria, riescono comunque a confondere ed a fare presa su molte persone che, per le ragioni più disparate, non sono equipaggiate con sufficienti conoscienze logico-matematiche utili a smascherare la truffa.
Sono convinto che nel movimento dei flat-earthers ci siano molte persone genuinamente convinte che la Terra sia piatta, ma risulta abbastanza evindente che a capo di questa faccenda ci sia qualcuno che ci sta lucrando.

Ho deciso di aprire questo blog con lo scopo di fornire, a chiunque fosse interessato, gli strumenti per comprendere la realtà che ci circonda in maniera comprensibile e, allo stesso tempo, matematicamente rigorosa. Per far questo, vi presenterò le prove addotte dai flat-earthers e le confuterò una per una.

Chiunque voglia farlo, può lasciare un commento richiedendo chiarimenti su qualsiasi questione avanzata dai flatearthers.

Sulla nostra pagina Facebook LA TERRA E' UNA PALLA CHE GIRA da giovedì 20 ottobre è iniziato l'appuntamento settimanale "RISPONDI AD ERIC DUBAY" durante il quale ci confronteremo con la validità e le contraddizioni dei 200 punti sollevati dal noto complottista.

Siete invitati tutti a partecipare, qualsiasi opinione voi abbiate al riguardo e di qualsiasi nazionalità voi siate. Non ci spaventiamo se scriverete nella vostra lingua nativa. La pagina facebook è sicuramente un ottimo luogo dove confrontarsi, ovviamente in maniera educata e civile.

NOVITA'!:
In alto, abbiamo aggiunto una nuova pagina in cui troverete diversi video di particolare rilevanza. Non esitate a segnalarcene degli altri. ENJOY!

martedì 25 aprile 2017

ISS e fantascienza




Guardando i video FE che si occupano di smentire l'esistenza della Stazione Spaziale Internazionale (o ISS), ci si può accorgere di quanto la produzione cinematografica, nello specifico quella fantascientifica, sia stata pesantemente fuorviante per la cultura di massa.

Gli errori marchiani nei film hollywoodiani e non, come ad esempio l'aggiunta di effetti sonori nel vuoto spaziale, non si contano. Nonostante tutto, la cinematografia scifi è quella che ha forgiato l'immaginario collettivo, facendo passare per plausibile anche ciò che non lo è.

Ad esempio, molta gente è convinta che le missioni Apollo sono finte perchè, per compiere gli allunaggi, le navette spaziali avrebbero dovuto usare motori di propulsione per tutto il tempo e quindi avrebbero dovuto imbarcare non si sa quanti galloni di carburante in più. Inoltre, le navette sarebbero dovute essere equipaggiate di computer super potenti per fare i calcoli del tragitto. 


In realtà, gli Apollo erano poco più che dei sassi scagliati nel vuoto cosmico che seguivano delle traiettorie calcolate a Terra da capacissimi matematici e grazie ai primi computer IBM che occupavano stanze intere. Le correzioni di rotta erano veramente minime.

In questo articolo, non voglio parlarvi delle innumerevoli convinzioni erronee acquisite dalla gente comune riguardo agli allunaggi, ma di come i flatearther utilizzino la finzione cinematografica spacciandola per vera con il tentativo di provare che l'ISS è un falso.
La domande che, in un suo video, un flatearther si pone sono:

Come mai, nei film di fantascienza, vediamo che l'uscita dalle navette spaziali è un momento cruciale e rischioso per gli astronauti, mentre quando vediamo uscire gli astronauti dall'ISS sembra tutto molto semplice e per nulla pericoloso?

Ma gli astronauti non vanno direttamente nello spazio uscendo dalla camera di decompressione che li dovrebbe letteralmente catapultare fuori dalla ISS?


Queste domande allusive mettono in evidenza sia la scarsa conoscenza, da parte di chi le pone, di quali accorgimenti siano stati adottati per ridurre al minimo qualsiasi rischio per l'astronauta che si appresta ad un'attività extraveicolare da parte degli ingegneri che hanno realizzato l'ISS, sia il fatto che la finzione fantascientifica venga considerata un termine di paragone come se fosse la prassi.
La spiccata contorsione logica è palese: da una parte si sostiene che i video dell'ISS fanno corpo unico con la produzione cinematografica fantascientifica hollywoodinana, dall'altra, ci si domanda come mai la realtà proposta dalla NASA non corrisponda alla finzione cinematografica.

Il problema fondamentale è che chi pone queste domande, come consuetudine terrapiattista, non approfondisce. Non è interessato a svelare la verità. I video sono un mero atto propagandistico. 
Le domande dei flatearther non sono altro che degli espedienti per indurre, chi guarda il video, a darsi la risposta sbagliata, ovvero che la ISS è finta. 

Visto che i terrapiattisti non approfondiscono, lo facciamo qui, noi, per loro e per voi.

Innanzitutto, cominciamo con il conoscrere il modulo attraverso il quale gli astronauti escono dall'ISS per le loro passeggiate spaziali: Il QUEST JOINT AIRLOCK. (Il termine AIRLOCK sta ad indicare la camera di pressurizzazione/depressurizzazione fondamentale per entrare ed uscire dall'ISS.)

Per chi non lo sapesse, la Stazione Spaziale Internazionale è stata costruita per moduli, portati in orbita ed assemblati uno alla volta.

L'immagine seguente mostra il modulo prima dell'aggancio alla Stazione Spaziale, avvenuta nel 2001. La foto permette di vedere il giunto attraverso il quale esso è collegato alla ISS.

In quest'altra immagine, invece, ho evidenziato la posizione del modulo rispetto all'ISS.


Ma com'è fatto il Quest Joint Airlock e perchè non funziona come si vede nei film di fantascienza?

Come avrete potuto intuire dalle immagini, il modulo è, per semplificare, composto da due cilindri contenenti due ambienti ben distinti: uno corto e largo, quello connesso direttamente alla Stazione Spaziale, l'altro stretto ed affusolato, dal quale escono gli astronauti per le attività extraveicolari. 

Il primo ambiente è la vera e propria camera di compressione/decompressione. Gli astronauti non vanno direttamente nello spazio uscendo da questa camera, ma passano prima per quella attigua dove si trova il portellone per uscire all'esterno, solo dopo aver subito la depressurizzazione.


Quindi, quando gli astronauti aprono il portellone per uscire, non possono in alcun modo essere spinti fuori da alcuna pressione, perchè sono stati già depressurizzati nella camera più interna. 

Il procedimento seguito per il rientro è invertito: Una volta rientrati nella prima stanza, gli astronauti passano in quella più interna dove vengono ripressurizzati per poter, quindi, rientrare nella Stazione Spaziale.

Se ci pensate, è un procedimento cautelativo del tutto sensato e che previene qualsiasi tipo di rischio causato da un possibile danneggiamento alla tenuta della camera di compressione/decompressione. 

Veniamo ad un altro aspetto che ha mandato in fibrillazione più di un flatearther: 
Il famigerato portellone pieghevole.


Questa dovrebbe essere una delle prove definitive che la ISS è una scatola di latta realizzata per delle riprese cinematografiche. "The final nail in the NASA's coffin", il chiodo finale nella bara della NASA, come usano ripetere i flatearther.

Un portellone così non potrebbe mai trattenere la pressione interna della Stazione Spaziale.
E, difatti, quel portellone non trattiene alcuna pressione, perchè quello non è un portellone.

Si tratta di una cover termica che serve a coprire l'uscita dal modulo durante le attività extraveicolari, proteggendola da particelle ionizzate.

Il portellone per uscire dalla Stazione Spaziale si apre verso l'interno, non verso l'esterno, ed è ben visibile in molte immagini di dettaglio, come questa:


Oltre a vedersi chiaramente nelle foto scattate dall'interno del modulo:


Nel seguente video, è possibile seguire l'intera copertura di una spedizione extraveicolare con tutte le fasi a partire dalla preparazione degli astronauti.




Come avrete capito, anche in questo caso, le allegazioni terrapiattiste sono totalmente infondate.

Il fatto che la ISS sia fasulla è un dogma del culto terrapiattista, a prescindere dalle prove che ne testimoniano l'autenticità.







lunedì 3 aprile 2017

Normali anomalie delle rotte aeree

In questo breve articolo torniamo nuovamente sul discorso delle rotte aeree per chiarire, si spera in maniera definitiva, perchè non esiste alcun tipo di anomalia legata alla Terra sferica.

La convinzione, o il sospetto, che gli aerei non seguano delle rotte sensate è dovuta al fatto che molti sostenitori della Terra piatta si collegano a siti che tracciano i voli di linea come flightradar24.com oppure openflights.org e, guardando il percoso su di una proiezione piana di Mercatore del globo, notano delle traiettorie paraboliche che, per loro, non hanno alcun senso.

Prendiamo, ad esempio, il volo MONTREAL-SHANGHAI - ACA17 dell'AIR CANADA:




Visto su questa mappa, il volo sembra, effettivamente, assurdo.

Com'è possibile che, per andare ad una latitudine inferiore (Montreal latitudine 45.5016889, Shanghai latitudine 31.230416) occorre quasi passare per il polo nord? 

Ma è molto semplice: Perchè una proiezione piana del globo ne è, inevitabilmente, una versione distorta e, non avendo tridimensionalità, la mappa non permette di capire chiaramente come funziona una traiettoria lungo la superficie sferica del globo.  

Non si finirà mai di ripeterlo: non esiste mappa piana che rappresenti, con proporzioni esatte, ciò che è sferico.

Al contrario, se la Terra fosse piatta, dovrebbe esistere necessariamente una mappa piana che ne riporti le proporzioni precise. Ecco perchè i confronti tra mappe bidimensionali rappresentanti il globo terrestre e la Terra piatta non sono in nessun modo comparabili.

Di proiezioni del globo terrestre ce ne sono più di una sessantina ufficiali e quella usata dai flatearther è solo una di queste. https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_map_projections

 Ma, proviamo a vedere come si sviluppa la traiettoria del volo Montreal-Shanghai su di un globo:



Vedete che, adesso, ha assolutamente senso?
Non si può ragionare di traiettorie su di una sfera se non si lavora con una sfera.


La stessa cosa vale per il famigerato boeing 777 TAIPEI-LOS ANGELES che, l'8 ottobre del 2015, fece uno scalo di emergenza in Alaska a causa di un parto prematuro di una passeggera.

Ecco la mappa piana che ne riporta la rotta, compreso il tratto relativo alla deviazione forzata:


Anche in questo caso, la mappa è distorta. Per poter comprendere la coerenza sul modello sferico, dobbiamo guardare la rotta sul globo:




Abbiamo visto due casi, ma la stessa cosa vale per qualsiasi altra traiettoria di qualsiasi altro volo.
Possiamo, infatti, prendere una mappa piana dove sono riportate le rotte dei voli annuali delle principali compagnie aeree (che potete trovare qui):


 Come potete vedere, abbiamo le stesse traiettorie distorte, perchè è la mappa ad essere distorta.



Ma se sfericizziamo la mappa, le traiettorie diventano tutte coerenti.

Vogliamo vedere, adesso, cosa succede se vediamo le stesse traiettorie su di una terra piatta?



Ecco, adesso sì che le rotte aeree, appena viste, non hanno alcun senso.
A parte l'assurdità dell'esistenza di voli senza scalo che collegano località contrapposte ai margini del disco (ad esempio Sydney - Santiago del Cile)  queste rotte non sono nemmeno rettilinee, rispettando la famosa rigidità spaziale imposta dal giroscopio.

L'unico modo da parte dei flatearther di disfarsi di tutto ciò sarebbe quello di negare la traccia di qualsiasi rotta aerea rappresentata sulla mappa ma, in questo caso, dovremmo confrontarci con livelli di dissociazione con la realtà veramente pesanti. 

In conclusione, i flatearther si affannano tanto a cercare di comprendere le normalissimi anomalie nei tracciati aerei sulle mappe piane della Terra sferica  da non rendersi conto di quanto questi siano totalmente sbagliati sulla Terra piatta.



sabato 1 aprile 2017

E SE LA TERRA FOSSE UNA CIAMBELLA?





Assurdo?
Forse.

Fantasioso?
Sicuramente.

State ridendo?
Posso immaginarlo.

Ma, aspettate di vedere le prove, di visualizzare come tutti i pezzi del puzzle si incastrano alla perfezione e, se siete dotati di un briciolo di spirito critico, se avete l'apertura mentale necessaria, vedrete che dopo riderete molto meno. 

O non riderete affatto. 

Qual'è secondo voi la forma della Terra? 
Credete forse che sia una palla, come ci ha mostrato la NASA?


Oppure avete finalmente capito che vi hanno mentito per secoli?

Vi siete accorti che non esiste nessuna rotazione, né alcuna curvatura visibile?

Allora forse credete che sia piatta?




In tal caso complimenti. Siete passati da una menzogna all'altra.

Siete tornati indietro di secoli, di millenni, piegandovi ai dettami della Chiesa. Non a caso molti terrapiattisti sono religiosi ferventi. 

Sapevate che la Chiesa protestante metodista di Ulutz, la Chiesa cattolica avventista di New York e la Congregazione Episcopale di Werlock insieme versano un totale annuo di circa 17 milioni di dollari alla Flat Earth Society

Pensavate di essere usciti da una prigione mentale, ma vi siete rinchiusi dentro una gabbia ancora più stretta. 

Una cupola per imprigionarvi, dominarvi, incatenarvi. 

 E credendoci accettate implicitamente queste catene. 
In fondo lo sapete anche voi che una Terra piatta è ancora più illogica di una Terra sferica. 

Magari avete di nuovo cambiato idea. Magari credete alla Terra cava
La Terra sarebbe sì una sfera, ma con noi all'interno. 



A chi ci comanda farebbe comodo se vivessimo in un'enorme boccia per pesci rossi, giusto? 

Conoscete il film Matrix? 


 In tal caso, forse, vi sarete accorti che il film è una metafora della realtà. 

Ve lo riassumo brevemente: 
Nel film, l'umanità è controllata dalle macchine, imprigionata in una realtà alternativa, la matrice. La Terra sferica. Ma non tutti cadono nel tranello: un esiguo numero di persone si accorge della menzogna e si libera dalla matrice. Ma le macchine l'avevano previsto e avevano preparato per loro un'altra prigione, Zion, nelle profondità della Terra.  Zion simboleggia la Terra piatta/Terra cava. 
 




I ribelli pensavano di essere liberi, ma la loro non era che l'illusione della libertà. In realtà erano imprigionati esattamente come all'inizio, come quando erano nella matrice. 


 
La libertà arriva quando si decide di rompere tutti gli schemi e di non piegarsi né ai dettami della Nasa né a quelli della Chiesa. 

Forse credete che sia ridicolo che la Terra possa essere a forma di ciambella. E quale modo migliore di mascherare la verità, se non farla sembrare la più ridicola possibile? 

Pensate. 

Avete mai preso seriamente in considerazione l'ipotesi? Vi siete mai fermati a riflettere se sia possibile che il nostro mondo sia a forma di ciambella? 

Sono certo di no. 

E posso anche indovinarne il motivo: 
Perché nessuno ve ne ha mai parlato prima d'ora. Nessuno vi ha mai suggerito l'idea. 

Ma cosa vi aspettavate? Che la verità venisse annunciata con la tromba e comunicata da giornali, televisioni e internet

D'altra parte, avete mai visto qualcuno censurare i flat-earthers? 
No, al contrario, viene loro fatta una pubblicità massiccia. Sembrano credibili, convincenti. 

Una Terra a forma di ciambella. 

Suona ridicolo solo il pronunciarlo. Non esiste nemmeno un termine per una forma del genere, siamo costretti a utilizzare il nome di un dolce. 

Che coincidenza, non esiste nemmeno un termine per descrivere questa forma. Come ci dice Orwell in 1984, controllare il linguaggio permette di controllare il pensiero. 
Eliminare la parola che descrive la vera forma della Terra, quale modo migliore per nascondere la realtà? Per renderla incomunicabile? 

Eppure in realtà un termine esisterebbe, anche se è sconosciuto ai più. La forma a “ciambella” è chiamata, in inglese, “Torus”



 
Le origini di questa parola sono ignote, ma si sa di certo che sono molto antiche. In egiziano antico si usava infatti il termine Th'Őrus, spesso abbreviato in Horus, la divinità dalla testa di falco associata al ciclo della Terra e simboleggiata proprio dal simbolo del Torus. 

Probabilmente non sapete come finisce Th'Őrus nella mitologia egizia. Ve lo dico io:  
brutalmente ucciso e tagliato a pezzetti.

Forse una metafora di come fu nascosta la verità al popolo? 

Vi sono altri due termini la cui origine è strettamente legata al Torus. Uno, probabilmente lo avrete già intuito, è “Terra”
L'altro è “Toro”: animale sacro nella religione Indù e Egizia, simboleggia Giove nella mitologia greca, custodisce Gesù nella culla, gli ebrei lo adorano nella Bibbia (il vitello d'oro simboleggia la rivalità tra il culto patriarcale e matriarcale, Dio padre e Terra madre) è protagonista di innumerevoli riti giunti anche fino ai giorni nostri, come la corrida (in origine la morte del toro simboleggiava l'inverno e il ciclo delle stagioni). 



Ma, all'inizio abbiamo parlato di ciambelle giusto? 
Sapevate che in origine si trattava di un dolce consumato nei riti di iniziazione del culto di Chorazos, per invocare il dio Yog-Sothoth


A sinistra: La fede che rappresenta il legame tra gli sposi simboleggia il Torus. A destra: Il Torus rappresentato in un noto crop circle
Magari, l'immagine in copertina con Homer Simpson vi ha fatto ridere. 
Eppure è innegabile che il Torus, anche se in modo sottile, sia il simbolo principale di una delle serie televisive di maggior successo al mondo

Stiamo parlando di una serie che ha fatturato 527 millioni di dollari, fortemente simbolica e che ha predetto diversi avvenimenti importanti, come l'elezione di Trump, l'attacco terroristico alle torri gemelle e l'incidente di Fukushima.




Potreste obiettare che finora ho parlato solo di simboli. 
Vero. 
In fondo non dimostrano nulla. I simboli suggeriscono la verità, non la provano

Allora, iniziamo a elencare le prove. 
Non c'è bisogno che vi ripeta le innumerevoli prove che dimostrano che la Terra non è una palla che gira. E nemmeno che vi spieghi perché non può essere piatta. 

Numerosi studi mostrano che il campo energetico umano di isotropia è in realtà un Torus


Vediamo perché la sua forma è in realtà quella del Torus 

Incominciamo dalla mappa della Terra-Torus. Forse vi sorprenderà, perché scoprirete che, ironia delle ironie, la realtà è sempre stata sotto i vostri occhi, invisibile e mascherata. 



Ecco a voi la mappa della Terra-Torus: 

 

Cosa? 
Dite che l'avevate già vista? 
Che la conoscevate già? 
Ne siete sicuri? 

Ma si, direte voi, è la solita mappa della Terra Palla. 
È disegnata su un piano, ma in sostanza bisogna incollare il lato destro e il lato sinistro della mappa, in modo da ottenere l'oceano pacifico. 
 

 Abbiamo così un cilindro. 

E i poli? I poli non è ben chiaro come diventano, in sostanza si deformano orribilmente ottenendo il polo nord e il polo sud. 

Che strani, questi poli agli estremi della mappa, queste due distese di ghiaccio così simili tra loro. 

E se le incollassimo seguendo i bordi? 
Se chiudessimo il cilindro su se stesso, facendo combaciare i bordi? 
 
In questo modo: 
 

 
Ecco che otterremmo questo: 

 La Terra – Torus



 Il Prof. Randolph Carter (docente di fisica omologica al Polytechnical Institute of Arkham), nel suo articolo “The Foundation of the Torus-Earth Model”, prende in esame centinaia di rilevazioni condotte nell'arco di oltre 30 anni. 



La sorprendente conclusione a cui è giunto è che il nostro pianeta è un Torus


Potete notare che sul Torus è possibile la circumnavigazione est-ovest, esattamente come sulla palla o sulla Terra piatta. Solo che invece di fare il giro della palla si percorre il cerchio esterno del torus.


Sviluppando lo schema del “Torus di Tesla” (in alto a sinistra) sono stati realizzati il gigantesco Torus che costituisce il corpo centrale del CERN (in basso) e il progetto ITER (in alto a destra) con l'obiettivo di ricreare l'energia delle stelle.
Ma la cosa più interessante è quello che accade quando ci si spinge molto a sud, superando i freddi ghiacci antartici, protetti dal rigido clima e dalle forze militari. 
I terrapiattisti sostengono che oltre l'Antartide esistono altre terre, come mostrano gli appunti dell'ammiraglio Byrd

I terrapallisti sostengono che in Antartide esiste un tunnel per il Polo Nord, come sostengono i manoscritti Pnakotici

La Terra-Torus ci mostra che hanno entrambi ragione. 

Infatti superando i ghiacci antartici si percorre il cerchio interno del Torus, e si passa quindi per il“polo nord”. Un eventuale esploratore però continuerebbe a vedere una distesa di ghiaccio. Superato il polo nord si ritorna di nuovo all'esterno del Torus, dove si trovano i continenti caldi, Eurasia e America del nord. Avrete quindi l'impressione di avere scoperto nuove terre oltre l'Antartide! 

Il Torus è la sintesi delle tre teorie


- All'esterno del Torus avete la curvatura convessa, come per la Terra Sferica 
- All'interno del Torus la curvatura concava, come per la Terra Cava.
- Tra i due non vi è nessuna curvatura, come per la Terra Piatta. 

Ecco spiegato perché gli esperimenti col laser forniscono risultati così discordanti. 
Perché tutti e tre i modelli hanno ragione! 


Contrariamente a quanto mostrano le immagini della Nasa, è sufficiente un telescopio amatoriale per accorgersi che anche il pianeta Saturno è composto da un Torus che circonda il suo satellite centrale (Kadath)

Volete un'altra prova? Eccovela: 
Tutti sappiamo che gli oggetti spariscono dietro l'orizzonte. 

I terrapallisti dicono che è a causa della curvatura, i terrapiattisti però non hanno una risposta convincente a ciò. Dicono che è a causa della “prospettiva”.

D'altra parte l'orizzonte non appare curvo, bensì piatto. I terrapiattisti spiegano che è perché la Terra è piatta, ma questa volta sono i terrapallisti a non avere una vera risposta. 


 Sembra quasi che la curvatura esista in una direzione ma non nell'altra. 

Come in un cilindro, o come nel Torus. 

Nel Torus, infatti, il cerchio interno è molto più piccolo del cerchio esterno e quindi la curvatura la si nota in una sola direzione! 



Credete ancora che la Terra Torus sia un idea assurda e ridicola? 

In tal caso vi porgo una domanda: lo pensereste anche se ve l'avessero insegnato a scuola fin da piccoli?





O se vi foste fatti il lavaggio del cervello su youtube per un mese?



Vi sembrerebbe ancora così assurdo?

Forse nonostante tutto non mi credete ancora. Forse pensate che vi abbia solo raccontato un mucchio di sciocchezze, presentando analogie ingiustificate e deformando un po' i fatti. Magari pensate che l'abbia fatto per divertirmi.

Ma attenzione!

Perché è più facile essere ingannati che credere di essere stati ingannati.

Ma è ancora più facile credere di essere stati ingannati, che analizzare i fatti nel dettaglio, cercare le fonti e farsi una propria opinione.




domenica 12 marzo 2017

Geocentrismo



Quando ci si trova in rete a visionare il materiale flat-earther, spesso capita di notare che alcune argomentazioni proposte per supportare la Terra piatta fanno riferimento alla teoria del GEOCENTRISMO. 

Con ogni probabilità, questo accade perchè entrambe le teorie, il terrapiattismo ed il geocentrismo , negli ultimi secoli sono variamente accettate e promosse da personaggi legati al mondo dei gruppi religiosi fondamentalisti cristiani che credono nel Creazionismo e che la Terra sia il centro dell’universo. 

Peccato che le due teorie, oltre ad essere entrambe errate, non sono nemmeno in alcun modo compatibili, ed ogni volta che un flatearther menziona il Geocentrismo per supportare le sue idee, smentisce se stesso inesorabilmente. 

Ma, andiamo con ordine e cerchiamo di capire cos’è il Geocentrismo, come ha origine, in che modo si è evoluto e chi lo promuove oggi. Analizzeremo anche cosa non funziona in questa teoria e, da non trascurare, perchè i terrapiattisti non possono usare il geocentrismo per avallare il loro modello. 

Il Geocentrismo è una particolare visione cosmologica basata sull'idea che la Terra, sferica, sia immobile ed al il centro del cosmo e che tutti gli altri corpi celesti (sole, luna, pianeti e stelle) le ruotino intorno.

È utile, prima di approfondire l'analisi delle teorie stesse dei geocentristi contemporanei, dare qualche nozione storica sull'argomento.

Il geocentrismo non è certo una teoria recente. Già nell'antichità greca la maggior parte dei filosofi, con alcune eccezioni (Aristarco di Samo e Seleuco di Seleucia) sostenevano un modello geocentrista.

Tra i maggiori sostenitori del geocentrismo troviamo il filosofo e matematico greco Aristotele, il quale fu anche uno dei primi a chiarificare la natura sferica della Terra grazie alle sue osservazioni.

Ma la figura fondamentale dell'antichità per quel che riguarda il geocentrismo è senza ombra di dubbio Claudio Tolomeo, astrologo/astronomo nato ad Alessandria d'Egitto intorno all'anno 100. Rifacendosi alla versione aristotelica, egli pubblicò la sua visione cosmologica geocentrista in un libro, l'Almegisto, che verrà ripresa ed adottata come modello di riferimento negli anni a seguire per tutto il medioevo ed il rinascimento.


Mentre Aristotele ipotizzava le orbite dei pianeti lungo delle circonferenze sferiche perfette e concentriche intorno alla Terra, nel modello tolemaico, lo schema è imperfetto e le orbite non sono concentriche, pur restando la Terra al centro dell'universo. Secondo Tolomeo le orbite dei pianeti (epicicli) erano circolari ma non concentriche e si muovono lungo un'altra circonferenza circolare deferente intorno alla Terra.



Il modello tolemaico ebbe talmente successo da essere adottato dalla Chiesa fin dai primordi, anche perchè si poneva in perfetta sintonia con l'interpretazione teologica della bibbia dell'epoca.

Bisogna sottolineare che questo modello non è che convincesse proprio tutti gli studiosi, perchè la farraginosità nel movimento dei pianeti del planisfero di Tolomeo era piuttosto evidente. Nel 1573, l'astronomo danese Tycho Brahe, maestro di Kepler (uno dei principali fautori della teoria eliocentrica), presentò una revisione di questo modello che possiamo considerare il passaggio soft tra geocentrismo ed eliocentrismo.

 Il suo modello è, di fatto, identico a quello eliocentrico, con la sola differenza che Thycho mantiene la Terra al centro.



Come potete intuire dal video del modello Tychoniano, il passaggio successivo all'eliocentrismo è del tutto ovvio.

La teoria geocentrica, in ogni modo, resistette anche grazie al ruolo teologico che aveva assunto, poiché il geocentrismo di aristotele era diventato parte di una sorta di "cosmografia religiosa" popolare al tempo, che ritroviamo anche nella Divina Commedia; inoltre i commentari biblici dell'epoca tipicamente facevano riferimento espressamente al modello geocentrico nel commentare brani come quello di Giosuè capitolo 10 nel quale si legge il famoso "Fermati, O Sole".
In ogni modo, con i nuovi studi astronomici di fine XIV secolo, la capitolazione del geocentrismo era inesorabile.
Quando Galileo Galilei criticò il modello geocentrico nel suo Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo in favore della nuova visione del sistema planetario, incorse in una condanna da parte del tribunale dell'Inquisizione e fu costretto ad abiurare il suo lavoro.

Tempo dopo, l'eliocentrismo fu unanimemente accettato in ambito scientifico, principalmente grazie all'opera dell'astronomo e matematico Johannes von Kepler. Per secoli, dunque, il geocentrismo fu abbandonato completamente dal momento che venne dimostrata la sua inesattezza.

 Ma come mai, nel XXI secolo, ci troviamo ancora a parlare di Geocentrismo?
Come accennato all'inizio, questa teoria viene recuperata dal dimenticatoio da vari personaggi (soprattutto al di fuori del mondo scientifico) provenienti da gruppi religiosi.

Il primissimo sostenitore della centralità astronomica della Terra nel novecento sembra essere stato Walter van der Kamp, che già nel 1967 fece circolare uno scritto dal titolo “The Heart of the matter” a cui si aggiunse poi il trattato “De Labore Solis”, in difesa del geocentrismo.
Eccezion fatta per questo caso isolato, il Geocentrismo contemporaneo ha visto una diffusione tra personaggi aventi una qualche visibilità solo a partire dagli anni settanta. Bisogna notare che la maggior parte dei suoi difensori negli ultimi decenni sono stati cristiani, sia cattolici che protestanti. 

Da parte cattolica, tra i primi promotori contemporanei del geocentrismo si possono citare Solange Hertz e Paula Haigh. Nel 2003 la Hertz riuscì perfino a publicare un articolo in difesa del geocentrismo sulla rivista di ispirazione lefebvriana The Remnant. Tuttavia sia la Hertz che la Haigh furono più interessate a difendere il geocentrismo come posizione teologica che come fatto scientifico, e non sono citate spesso dai geocentrsti più recenti. 

Foto di Gerardus Bouw
Per la parte protestante non si può non citare Gerardus Bouw, eccezionale e rarissimo esempio di geocentrista contemporaneo addottoratosi in astronomia.

Il suo nome è legato alla Association for Biblical Astronomy, una associazione di geocentristi fondata dal già citato van der Kamp e precedentemente nota come Tychonian Society, che fino al 2014 produceva anche una rivista trimestrale dal nome The Biblical Astronomer (precedentemente The bulletin of the Tychonian Society) del quale sono usciti oltre 140 numeri; bisogna notare, però, che la maggior parte degli articoli comparsi in esso non contengono argomenti a favore del geocentrismo ma generiche difese del “creazionismo della terra giovane” o brevi articoli di astronomia di carattere discorsivo e divulgativo.

Già nel 1978, Bouw organizzò assieme a tale James Hanson, professore di scienze informatiche alla Cleveland State University, la prima conferenza sul geocentrismo dell'età contemporanea, sempre alla Cleveland State University. 
Si tratta della prima ma non dell'ultima conferenza del genere. Ad esempio, il 6 novembre 2010, a South Bend, California, si è tenuta la First (e fino ad oggi ultima) Annual Catholic Conference on Geocentrism, che ha visto tra i propri relatori il già citato Gerardus Bouw e, da parte cattolica, Robert Sungenis, il quale, dopo una carriera di lotta apologetica al protestantesimo, si è negli ultimi anni dedicato sostanzialmente a tempo pieno a sostenere il geocentrismo, tanto da aver prodotto un film documentario dal titolo The Principle (che ha raggiunto circa 90000 di dollari di incassi) in difesa di tale teoria. 
Per tornare alla conferenza, è possibile leggerne un riassunto critico scritto da una persona che vi ha assistito a questo link: http://toddcwood.blogspot.it/2010/11/hanging-out-with-geocentrists-part-1.html



Foto di Robert Sungenis














Dopo aver preso in considerazione questi nomi può sembrare che i sostenitori del geocentrismo siano esclusivamente statunitensi. Esiste comunque almeno un esempio di associazione geocentrista con sede in Europa, ovvero il Cercle Scientifique et Historique  che si rifà alle idee di tale Fernand Crombette, sostenitore di teorie eccentriche anche in ambito archeologico. 

Bisogna notare che così come i più convinti e famosi assertori del geocentrismo dell'età contemporanea sono praticamente tutti cristiani, lo sono anche i suoi più ferventi oppositori. Due esempi su tutti sono: 

- David Palm, che da anni porta aventi il sito GeocentrismDebunked.org contenente dozzine di articoli di critica al geocentrismo sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista teologico.

- Karl Keating, autore del libro The New Geocentrists che contiene, tra le altre cose, un'ottima sintesi della storia del geocentrismo contemporaneo ed è stata una delle fonti più utili per la stesura di questo articolo. 



Palm e Keating, esattamente come Sungenis, si sono dedicati e si dedicano ancora a fare apologetica in risposta al protestantesimo. Keating, inoltre, è laureato in matematica, e all'università ha avuto modo di studiare, tra le altre cose, anche meccanica celeste. 

Vi sono numerosi altri esempi di personaggi che si sono impegnati, anche se non in maniera continuata, a confutare questa pseudoscienza, come Robert C. Newman, PhD in astrofisica, poi docente al Biblical Theological Seminary, e autore degli articoli Geocentrism: Was Galileo Wrong?  e Evangelicals and Crackpot Science nel quale prende in considerazione anche altre teorie pseudoscientifiche, come la tesi che vorrebbe che l'universo sia di molti ordini di grandezza più piccolo di quanto afferma la scienza moderna. 

È interessante notare che si trovano convinti avversari del geocentrismo anche tra i creazionisti della terra giovane, come Danny Faulkner, autore dell'articolo Geocentrism and Creation

Fin qui, abbiamo fatto un'ampia carrellata storica sul geocentrismo, su chi sono i principali promotori contemporanei ed i loro detrattori.

Ma, cosa credono esattamente i geocentristi contemporanei? 

Per dare una trattazione aggiornata e confutazione rigorosa del geocentrismo bisogna conoscere in dettaglio come si configura il suo modello astronomico e come cerca di evitare le difficoltà più evidenti. La maggior parte dei geocentristi crede alle seguenti tesi:

- La Terra è sì sferica, ma completamente immobile. I movimenti del sole e dei pianeti si spiegherebbero con un sistema “neo-tychoniano” per il quale il sole girerebbe attorno alla Terra una volta ogni ventiquattro ore e tutti gli altri pianeti girano attorno al sole. L'intero universo si muoverebbe inoltre solidale con il sole: questo per spiegare, oltre al moto apparente delle stelle durante il giorno, anche la parallasse stellare (argomento di cui abbiamo già parlato in un altro articolo) .

 - La Terra è al centro esatto dell'universo, oltre che del sistema planetario. Il suo essere al centro dell'universo, anzi, nel baricentro dello stesso spiegherebbe come essa possa restare immobile  

- Esiste un fluido detto ETERE che permea lo spazio e trascina l'universo nella sua rotazione giornaliera attorno alla Terra.

Una volta considerate delle tesi simili, chiunque abbia studiato anche solo un minimo di astronomia si domanderebbe quali mai possano essere gli argomenti per supportare una teoria del genere.
A ben vedere, gli sforzi dei geocentristi si dirigono più che altro nella direzione di cercare di dimostrare la possibilità della loro tesi, mentre gli argomenti positivi in tale direzione si sentono più raramente.

Sostanzialmente, l'unico argomento positivo nella direzione del geocentrismo parte da una originale interpretazione dell'esperimento di Michaelson-Morley. Con ogni probabilità,  fu proprio tale interpretazione a risvegliare il pensiero geocentrista, messo al bando per poco più di un secolo.

Per capire di che cosa stiamo parlando servirà una breve digressione.
Durante il XVIII secolo, dato ormai per assodato il modello eliocentrico, si riteneva comunque che lo spazio fosse formato da una sostanza invisibile a cui i fisici davano il nome di etere e che ogni corpo in movimento nell'universo producesse un vento d'etere che doveva muoversi alla stessa velocità del corpo in movimento e con direzione opposta. Questo perchè non si riteneva possibile che la luce si potesse propagare nel vuoto. Qualsiasi cosa immersa nell'etere sarebbe stata influenzata dal vento, compresa la luce.

Nel 1887, Albert Michaelson e Edward Morley realizzarono un esperimento che aveva lo scopo di misurare la velocità della luce e, al tempo stesso, dimostrare l'esistenza del vento d'etere. L'esperimento si basava su uno strumento chiamato interferometro (successivamente denominato, interferometro di Michaelson). 

Per chi non conosce l'argomento, consigliamo la visione di questo video youtube che spiega molto bene il ragionamento soggiacente all'esperimento ed il funzionamento dell'interferometro:



Da questo esperimento, Michaelson e Morley si attendevano di osservare una diversa velocità della luce nelle varie direzioni; Guardando all'interno dell'interferometro, si sarebbero dovute vedere delle frange di interferenza, ma l'esperimento mancò di rilevare qualsiasi variazione nei tempi di percorrenza dei raggi all'interno dell'interferometro, e quindi qualsiasi spostamento all'interno dell'etere.

Da questo risultato si potevano trarre diverse conclusioni:

- la Terra è ferma rispetto all'etere
- Il braccio dell'interferometro nella direzione del moto dell'etere si accorcia (contrazione di FitzGerald)
- non esiste nessun etere e la velocità della luce è la medesima in tutte le direzioni


I geocentristi contemporanei scelsero ovviamente, la prima conclusione, quella semplicistica, iniziando ad utilizzare l'esperimento di Michaelson e Morley come una prova dell'immobilità della Terra.

La terza conclusione, invece, è quella storicamente assunta da Einstein, e che lo portò a formulare la sua Teoria della Relatività.

Ovviamente, la semplice assunzione di una propagazione costante della luce nel vuoto si porta dietro una grande quantità di implicazioni che sono state sviluppate nella complessa teoria einsteniana, le cui previsioni sono state confermate negli ultimi decenni da una grandissima quantità di evidenze empiriche che vanno da esperimenti su orologi atomici alla recente scoperta delle onde gravitazionali, come si può notare anche solo dalle ampie pagine wikipedia a rigurado:
https://en.wikipedia.org/wiki/Tests_of_special_relativity
https://en.wikipedia.org/wiki/Tests_of_general_relativity

Questo è utile anche a capire che una teoria scientifica, come la relatività einsteniana, non è una semplice fantasia che incontra i gusti e le tendenze del consesso scientifico internazionale, ma deve avere non solo dei costrutti logico-matematici corretti, ma anche delle evidenze sperimentali riscontrabili. 
 
Tornando al Geocentrismo, dire che una premessa è falsa, una volta che le sue molte peculiari conseguenze (che sarebbero false nella fisica classica) si dimostrano essere vere, è una posizione sostanzialmente insostenibile.
Né serve a qualcosa polemizzare sulla interpretazione della teoria della Relatività, come fa il già citato Robert Sungenis a pagine 5 e 6 di questo articolo nel quale se la prende con il “tessuto” dello spazio-tempo e con l'interpretazione geometrica della gravità che è tipica della Relatività Generale, perché molti fisici vedono tale interpretazione geometrica come innecessaria, ed esistono anche studi storici secondo i quali lo stesso Einstein non si sarebbe preoccupato di geometrizzare la propria teoria, come ad esempio questo articolo dello storico della scienza Dennis Lehmkuhl.

Nello stesso documento, Sungenis ammette la realtà dei molti fenomeni sperimentalmente verificati e previsti dalla teoria della Relatività, salvo pretendere che si spieghino tutti in un qualche altro imprecisato modo piuttosto che con l'assunzione che la velocità della luce sia indipendente dall'osservatore, che li necessita tutti.

Senza entrare nei dettagli della teoria, quanto detto fin ora dovrebbe bastare a capire che l'assunzione della indipendenza della velocità della luce dall'osservatore è come minimo fortemente avvalorata dalla semplicità teoretica che permette.

Questa proprietà della luce è già sufficiente a rendere inutile l'interpretazione geocentrista dell'esperimento di Michaelson-Morley, quindi l'unico argomento positivo a favore del geocentrismo viene a cadere. La lista degli argomenti che confutano il geocentrismo è troppo lunga per essere riportata qui in maniera completa, perciò ci concentreremo sugli argomenti ai quali pare che i geocentristi non siano in grado di dare risposte neanche apparentemente coerenti:

1.  L'appiattimento dell'universo

Se davvero l'intero universo stesso ruotando alla velocità di un giro al giorno dovrebbe rapidamente appiattirsi similmente a come avviene per le galassie. Questo è un semplice fenomeno che risulta inevitabile quando si considerano le equazioni che descrivono l'attrazione di gravità e il moto rotazionale di un oggetto tridimensionale. 

2. La viscosità dell'inesistente etere 

Se davvero l'intero universo fosse immerso in un “etere” sufficientemente viscoso da trascinare gli astri attorno alla terra, l'attrito tra l'etere e la terra dovrebbe rapidamente mettere in rotazione quest'ultima, facendo svanire la rotazione relativa. 
Sempre Sungenis tenta di rispondere a questo argomento a pagine 152-154 di un suo lunghissimo articolo in risposta al libro di Karl Keating . Tuttavia il fenomeno-esempio che viene presentato nella risposta non è in nessun modo analogo 
3. La precessione assiale 

I moti della Terra sono più complessi di quello che si potrebbe pensare. Oltre al moto di rotazione ed a quello di rivoluzione, il nostro pianeta compie un moto di rotazione del proprio asse attorno ad un altro asse (come una trottola che ha perso velocità, per intenderci) della durata di circa 26000 anni detto precessione degli equinozi

Ciclo di precessione di 26000 anni (rappresentazione non in scala). Polaris è l'attuale stella polare ma, a causa della precessione, in circa 8000 anni verrà sostituita dalla brillante Deneb ed in 12000 anni da Vega.

Ora, questo fenomeno complica ulteriormente lo scenario geocentrista, perché rappresenta un terzo moto di difficile spiegazione per chi crede che la terra sia immobile, in aggiunta alla rotazione della terra (che i geocentristi spiegano come rotazione giornaliera dell'universo) ed al variare della sua inclinazione rispetto al sole a seconda delle stagioni (che i geocentristi spiegano come oscillazione annua dell'universo). La precessione degli equinozi viene probabilmente spiegata dai geocentristi (ammesso che questi si siano mai posti il problema) come l'ennesimo movimento dell'intero universo attorno ad una terra immobile; tuttavia ci sono dei problemi con questa risposta. 

Noi non sappiamo soltanto che la precessione esiste, ma sappiamo anche qual è la sua causa: l'attrazione gravitazionale della luna. 

L'attrazione gravitazionale tra Terra e luna è nota con sufficiente precisione da permettere di dimostrare che essa è la causa della precessione degli equinozi. 

Tuttavia, questa spiegazione non è “simmetrica”. Dire che la luna esercita una attrazione sulla Terra tale da causare la precessione non è equivalente a dire che l'intero universo oscilla; in particolare, l'attrazione della luna non potrebbe mai e poi mai spiegare un simile fenomeno. 

Quindi il geocentrista, per salvare la sua teoria ed affermare che anche in questo caso sia l'universo ad oscillare dovrebbe: 

1) Affermare che, in realtà, la luna non abbia sulla Terra quegli effetti che sappiamo dovrebbe avere alla luce della gravità. Chissà poi cosa dovrebbe prevenire tutto ciò. 

2) Trovare una possibile causa del supposto moto 26000-ennale dell'intero universo (oltre che della sua supposta oscillazione annuale), che come abbiamo detto dovrebbe essere diversa dalla attrazione gravitazionale della luna. 

3) Spiegare la curiosa coincidenza per la quale il moto di precessione ha esattamente la durata e le caratteristiche che ci si aspetterebbe se la sua causa fosse l'attrazione della luna sulla Terra. Si tratta di spiegazioni che sembra praticamente impossibile anche solo immaginare. 

Naturalmente tutto questo pone problemi solo per un geocentrista “assoluto”, che non voglia ammettere neanche il più piccolo movimento periodico da parte del globo terrestre; ma purtroppo è probabile che questo possa dirsi di molti teorici del geocentrismo, che sembrano interessati a sostenere l'assoluta immobilità della Terra non meno di quanto lo sono a sostenere la sua centralità. 


4. Satelliti geostazionari
Abbiamo tenuto il meglio per ultimo. La questione dei satelliti geostazionari è una sulla quale personaggi come Sungenis hanno dimostrato la propria ignoranza delle più basilari leggi della fisica azzardando spiegazioni palesemente insensate. 

Il punto è questo: esistono dei satelliti detti geostazionari, che compiono un orbita attorno alla Terra del raggio di 42168 chilometri (35790 chilometri di quota da Terra) e che hanno la proprietà di compiere una rivoluzione attorno alla terra in esattamente 23 ore, 56 minuti e 4 secondi, ovvero il tempo che impiega la terra a compiere una rotazione su se stessa. 

A motivo di questa sincornia, il satellite geostazionario appare, appunto, stazionario sopra ad un particolare punto della superficie terrestre.



Tuttavia, se la Terra fosse immobile, cioè non ruotasse, la stessa esistenza dei satelliti geostazionari sarebbe impossibile. 

Infatti questi satelliti non precipitano sulla Terra proprio perché alla quota di 35790 chilometri (e solo a quella quota) la forza centrifuga che ottengono rivolvendo giornalmente attorno alla Terra è tale da controbilanciare esattamente l'attrazione gravitazionale terrestre che subiscono a tale quota. 

I debunkers del geocentrismo (a differenza dei geocentristi stessi) sono ben consapevoli della particolare potenza di questo argomento: 

Karl Keating dedica un intero capitolo del suo libro a tale argomento, e mostra come Sungenis, oltre a confondere i satelliti geostazionari con i satelliti GPS (in realtà nessun geostazionario è GPS e nessun GPS è geostazionario) mostri di non conoscere la meccanica newtoniana. 
Sungenis afferma infatti che l'esistenza dei satelliti geostazionari si possa spiegare con l'attrazione delle stelle lontane sui satelliti. In realtà tutto ciò è impossibile per un semplice motivo: 

Tale teorema afferma che: 

1. un guscio sferico di massa M, avente densità uniforme, esercita su una particella esterna una forza gravitazionale pari a quella di una particella puntiforme di massa M posta nel suo centro; 

2. la forza gravitazionale esercitata da un guscio sferico avente densità uniforme su una particella posta al suo interno è nulla. 

A noi interessa soltanto la parte numero 2. 
Il punto è che essendo la distribuzione delle stelle omogenea, essa può essere rappresentata come un fascio di gusci concentrici a densità uniforme attorno alla terra. 

Ma allora questo significa che la forza gravitazionale risultante sul satellite, esercitata dalle stelle è 0, e quindi non c'è niente a contrastare l'attrazione gravitazionale della terra. Perciò il satellite dovrebbe precipitare comunque. 
Infine, anche se non valesse il teorema del guscio che taglia la testa al toro, non si potrebbe fare a meno di notare che sarebbe una coincidenza davvero sorprendente se la distanza a cui l'attrazione delle stelle bilancia quella della terra fosse esattamente la stessa a cui ci si aspetta che la forza centrifuga controbilanci l'attrazione gravitazionale della terra. 

Si può notare un tutto questo una somiglianza tra la dialettica terrapiattista e quella geocentrista (pur con le dovute distinzioni), ovvero la grave mancanza di ragionamenti di carattere quantitativo: dove le cose “si mettono male” meglio restare sul vago, meglio evitare in numeri e le equazioni e restare su un piano puramente qualitativo. 

La cosa più interessante è che nonostante la dettagliata argomentazione di Keating, Sungenis ha risposto a tale argomentazione in un suo lunghissimo articolo di risposta al libro di Keating dimostrando di non aver capito l'argomentazione. Infatti, a pagina 25 del suo già citato articolo di risposta controbatte ripetendo con parole diverse l'argomento “dell'attrazione stellare”, senza provare neanche a replicare alla confutazione, e senza dire nulla sul teorema del guscio, esplicitamente nominato ed enunciato da Keating. 

Quanto detto finora dimostra l'esistenza del moto di rotazione della Terra attorno al suo asse. 

Per quanto riguarda il moto di rivoluzione, possiamo pensare di dimostrarlo attraverso la parallasse; certo, il geocentrista potrebbe rispondere con l'idea che l'intero universo si muova solidale con il sole e che quest'ultimo ruoti attorno alla Terra, ma si nota subito che questa è come minimo una ipotesi gratuita che diventa in quanto tale terribilmente improbabile: naturalmente è teoreticamente molto più semplice che la terra si muova annualmente come gravità vorrebbe piuttosto che l'intero universo si muova solidale con una particolare stella. Infine, come già accennato, per spiegare il variare dell'inclinazione del'asse terrestre rispetto al sole al variare delle stagioni sono costretti a postulare un oscillazione annuale dell'universo. 

A questo si può rispondere semplicemente che è difficile vedere come una simile oscillazione periodica dell'intero universo non rappresenti una violazione della conservazione della quantità di moto e quindi delle leggi della fisica. 



Dopo aver sviscerato il Geocentrismo sia dal punto di vista storico che dal punto di vista scientifico sottolineandone la marchiana fallacità, come può un terrapiattista parlare di Geocentrismo per supportare le sue convinzioni?

Vi lasciamo con questa domanda, accompagnandola con la tabella dei punti che segnano la totale incompatibilità tra le due "teorie":
  

Terra Piatta                                                         
Geocentrismo                                                     
La Terra è piatta
La Terra è sferica
Il sole e la luna sono sfere relativamente piccole che ruotano sulla Terra piatta illuminandola. Il sole non è una stella, mentre la natura della luna è ancora dibattuta, tra l’essere un ologramma o una fonte luminosa assestante.
Il sole e la luna sono corpi celesti che girano attorno alla Terra sferica seguendo delle orbite perfettamente circolari. Dimensioni e distanze di sole e luna non differiscono dal modello eliocentrico
I pianeti non esistono. Sono ologrammi.
I pianeti sono reali. Secondo il modello ibrido Tychoniano, i pianeti ruotano attorno al sole che, a sua volta, ruota attorno alla Terra.
Sulla Terra piatta c’è una cupola che la protegge dal vuoto. (non si capisce come i FE possano essere a conoscenza del vuoto oltre la cupola, dal momento che nessuno l’avrebbe mai oltrepassata). I TP usano l’esperimento di Michaelson-Morley con il quale i geocentristi vogliono dimostrare l’etere luminifero. Peccato che ai terrapiattisti non serva, dal momento che le loro fonti luminose sono sotto la cupola.
Non esiste nessuna cupola. Lo spazio cosmico è pieno di etere luminifero che serve alla propagazione interplanetaria della luce e che trascina gli astri nel loro moto di rivoluzione attorno alla Terra.
Le stelle non esistono. Sono ologrammi.
Le stelle esistono e si muovono tutte solidali con il sole, che ruota attorno alla  Terra.
I satelliti non esistono.
I satelliti esistono. Ma la teoria non spiega come funzionano quelli geostazionari, che necessitano della rotazione terrestre per funzionare.
La gravità non esiste, esiste la legge di densità

La gravità esiste, ma ci sono degli errori di valutazione sulle masse, perchè la Terra sarebbe il pianeta con più massa. Con un altro argomento, si sostiene che le orbite gravitazionalifunzionano proprio perchè la Terra si trova al centro dell’universo. Come nel caso terrapiattista, c’è un totale rigetto della relatività einsteniana.
Non esiste alcun universo
Secondo la maggior parte dei geocentristi, l'universo ha effettivamente le dimensioni attribuitegli dall'astronomia moderna.



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 Autore dell'articolo: PinkHouse